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Nata a Roma nel 1972, Nadia D’Ambrosi è professoressa associata di Biochimica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dove coordina il laboratorio di Neurobiochimica. Si è laureata in Scienze Biologiche con lode all’Università La Sapienza di Roma e nel 2003 ha conseguito il dottorato di ricerca in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La sua formazione post-dottorale si è svolta tra la Fondazione Santa Lucia, l’Istituto di Neurobiologia del CNR e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dove ha maturato una solida esperienza nello studio dei meccanismi cellulari e molecolari alla base delle patologie neurodegenerative. La sua attività di ricerca si è focalizzata sull’analisi dei processi di neuroinfiammazione e sui meccanismi di regolazione post-trascrizionale dell’espressione genica nella sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Negli ultimi anni la sua ricerca si è estesa alle malattie muscolari e alle atassie ereditarie, dove studia processi di comunicazione cellula-cellula e in particolare le interazioni tra cellule muscolari e macrofagi, nella distrofia muscolare di Duchenne, e tra neuroni e microglia, nell’atassia di Friedreich. Per questi studi si avvale di modelli cellulari e animali, avendo sviluppato una solida esperienza in colture primarie e modelli preclinici, utilizzati per la valutazione di trattamenti farmacologici standard e di nuova generazione, inclusi oligonucleotidi antisenso (ASO). Grazie al supporto di Fondazione Telethon, in collaborazione l’Istituto di Farmacologia Traslazionale del CNR di Roma, si occupa di studi volti a chiarire il ruolo dei fattori di splicing NOVA nella neurodegenerazione cerebellare associata all’atassia spinocerebellare di tipo 37, attraverso lo sviluppo e la caratterizzazione di un modello in vivo della patologia. 


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