Il progetto dell’associazione “Unbeatables”, grazie alla bicicletta elettrica che non stressa il fisico, dà la possibilità di ritrovare fiducia in se stessi attraverso un’attività che porta socialità. Infatti, ogni tappa di Beat Bike Marche non è solo un’occasione per fare sport, ma anche per socializzare.

«La paura più grande non è la fatica, ma avere un problema fisico durante l’attività fisica. È proprio questa paura che blocca molte persone nel tornare a fare sport».
Usa queste parole Simone, in uno dei video Instagram che ha realizzato per raccontare l’iniziativa “Beat Bike Marche”, un progetto che vuole promuovere lo sport, la salute, la cardioprotezione e il territorio della regione Marche, ripercorrendo le ciclovie più belle.
Simone è il Presidente di Unbeatables, tra le associazioni in rete di Fondazione Telethon, ma è stato anche uno sportivo per molti anni a livello agonistico, fino a quando a 32 anni non gli è stata diagnosticata una displasia aritmogena, a seguito di un arresto cardiaco avvenuto proprio durante gli allenamenti calcistici.
Quella paura di cui parla su Instagram l’ha vissuta in prima persona. Dopo avergli impiantato un defibrillatore, i medici gli hanno sconsigliato di fare sport e lui per molti anni vi ha rinunciato, vivendo un vero e proprio trauma. Tutto è cambiato quando un amico gli ha fatto conoscere il mondo dell’e-bike: Simone ha capito che poteva tornare a fare sport senza stressare il cuore.
«Grazie alla bicicletta elettrica posso anche pedalare in salita senza far aumentare la frequenza cardiaca. La bici è diventata lo strumento per fare sport, ma anche il mio nuovo mezzo di trasporto durante la quotidianità: la uso per fare la spesa, per andare al lavoro. Ha cambiato il mio approccio alla vita. La prima volta che ho pedalato è stato nel Parco del Conero, nelle Marche».
Protagonista le Marche
Le Marche sono la regione in cui Simone abita e il luogo in cui si sta svolgendo la “Beat Bike”. Al momento i partecipanti hanno raggiunto cinque tappe. Dopo giugno ci sarà una breve pausa estiva per poi riprendere con la stagione autunnale.
All’inizio a pedalare doveva essere solo Simone, ma poi il progetto ha iniziato ad essere conosciuto e a lui si sono unite diverse tipologie di persone: chi ha altre patologie, chi non ha mai fatto sport, chi è in sovrappeso. Tutte persone accomunate dalla non conoscenza dell’e-bike.
«Questa esperienza ti dà la possibilità di ritrovare fiducia in te stesso. Lo sport è un’attività che porta socialità. Dopo la diagnosi ho perso molti amici, perché non potevo più prendere parte ad alcuni momenti di aggregazione sportiva. La bicicletta mi ha ridato un contesto sociale che avevo perso. I medici mi avevano detto che avrei potuto fare solo camminate e yoga. Creando l’associazione ho trasformato la mia energia sportiva in energia di volontariato».
Ogni tappa di Beat Bike Marche non è solo un’occasione per fare sport, ma anche per socializzare. La pedalata è infatti sempre intervallata da una pausa intermedia dedicata alla conoscenza tra i partecipanti. Molti amici di Simone, che con lui giocavano a calcio o a basket, hanno deciso di sostenerlo e oggi non solo pedalano con lui, ma propongono anche nuove tappe per conoscere nuovi luoghi delle Marche.
Prima di ogni nuova meta da raggiungere, Simone e lo staff fanno una pedalata di ricognizione per conoscere bene tutto il percorso. Simone poi su Instagram pubblica numerosi video propedeutici con tutte le necessarie indicazioni.
Il futuro di Beat Bike
«L’allenamento c’è, come anche la paura di sentirsi male, ma so che con l’e-bike la pedalata equivale ad una camminata. Credo che la vita sia troppo breve per trascorrerla chiuso in casa. Ho un atteggiamento positivo, vivo senza ansia. Conosco il mio corpo e so qual è il range che non devo superare».
Ogni tappa del progetto è cardioprotetta, oltre ad avere con loro un defibrillatore portatile, Simone e altri membri dell’Associazione sono anche istruttori BLSD e conoscono le manovre di primo soccorso con defibrillatore. Immancabile poi è il meccanico, necessario quando si pedala per 35/40 km in una giornata.
L'obiettivo futuro è quello di portare Beat Bike anche al di fuori delle Marche nelle altre regioni italiane per far arrivare sempre a più persone con malattie cardiovascolari il messaggio che attraverso la bicicletta elettrica è possibile tornare a fare sport, perché fare attività sportiva deve essere una possibilità alla portata di tutti.