È da un grande dolore che nasce la storia della Fondazione Antonio Toto Marino, nata per tenere vivo il nome di Antonio, un ragazzo scomparso nel 2022, attraverso gesti capaci di generare futuro. Tra questi gesti c’è quello di sostenere la ricerca di Fondazione Telethon.

Uno strappo improvviso, inconcepibile, profondamente disumano. È così che si presenta la perdita di un figlio, soprattutto quando quel figlio ha solo diciannove anni, tutta la vita davanti e una forza capace di lasciare un segno profondo in chiunque gli sia stato accanto.
Antonio Marino – per tutti TOTO – era un ragazzo brillante, campione di canoa polo del Circolo Nautico Posillipo di Napoli, studente di Giurisprudenza rigoroso e appassionato, punto di riferimento per i compagni di squadra e per gli amici. Un “campione” nello sport e nella vita.
«Antonio era un ragazzo estremamente responsabile», racconta sua madre Mariella. «Studiava, si allenava ogni giorno con disciplina, serviva il pasto natalizio ai senza tetto, era disponibile per chiunque senza mai cercare visibilità. Esprimeva una forza tranquilla, naturale. Non doveva dimostrare nulla, semplicemente era e faceva.»
Antonio è scomparso il 23 giugno 2022, a seguito di un incidente stradale. Da quel momento, la vita di chi resta cambia per sempre. «Quando perdi un figlio», dice Mariella, «smarrisci il cardine principale e insostituibile del tuo amore. Ogni mattina ti alzi e ti chiedi quale senso abbia il domani.»
È proprio dentro questo dolore che nasce la scelta di non lasciare fermo l’amore ricevuto e condiviso, ma di trasformarlo in azione concreta. Da questa volontà prende vita la Fondazione Antonio Toto Marino, nata per tenere vivo il nome di Antonio attraverso gesti capaci di generare futuro.
«A un certo punto ho capito che tutto quell’amore non poteva restare fermo», spiega Mariella. «Se lo avessi trattenuto, mi avrebbe schiacciata. Dovevo rimetterlo in circolo.»
Da questa consapevolezza nasce un cammino fatto di scelte orientate al futuro, lungo il quale è maturata anche la decisione di sostenere Fondazione Telethon attraverso una donazione significativa destinata a un progetto di ricerca dell’Istituto TIGEM. Un gesto compiuto nel nome di Antonio e capace di aprire una possibilità di speranza per tanti bambini e per le loro famiglie che convivono con una malattia genetica rara.
«Fondazione Telethon rappresenta per me l’unione tra scienza e umanità. La ricerca è fondamentale, ma lo è altrettanto il rispetto per le storie che ci sono dietro ogni malattia. Sostenere Fondazione Telethon ci è sembrato il modo più naturale per allargare il nostro orizzonte.»
Mariella, mamma di Antonio
Il contributo sosterrà la ricerca che il TIGEM sta conducendo sulla malattia di Batten, una patologia neurodegenerativa che colpisce bambini molto piccoli. Una scelta che nasce dalla memoria di una persona amata e guarda avanti, verso la possibilità di cura, conoscenza e speranza.
«Quando aiuti la ricerca», osserva Mariella, «non stai solo curando una malattia, ma stai dicendo a qualcuno che non è solo.»
La Fondazione Antonio Toto Marino porta avanti anche altri progetti nel segno dell’inclusione, dell’educazione e del sostegno ai giovani. Tra questi, iniziative legate allo sport, percorsi di accompagnamento allo studio e attività a favore di realtà che accolgono mamme e bambini in difficoltà. Esperienze diverse, ma unite dal desiderio di trasformare un’assenza in presenza, una ferita in responsabilità, un amore privato in bene condiviso.
Decisivo, in questa storia, è anche il ruolo dei ragazzi. Molti amici di Antonio sono oggi soci fondatori della Fondazione e continuano a partecipare attivamente alle sue iniziative. Giovani che hanno scelto di non restare spettatori del dolore, ma di diventarne risposta.
«Io e mio marito pensavamo di guidarli», confessa Mariella. «In realtà spesso sono loro a guidare noi. Mi ricordano ogni giorno che l’amore, quando è autentico, non si consuma ma si moltiplica.»
Il sostegno della Fondazione Toto Marino a Fondazione Telethon va dunque ben oltre il valore di una donazione. È l’espressione di una scelta in cui la memoria si apre al futuro, un modo per onorare la vita di Antonio attraverso il contributo alla ricerca, offrendo ad altre famiglie la possibilità di guardare avanti.
«Ho capito che il contrario della morte non è la vita. È l’amore. E quando quell’amore diventa azione, allora Antonio è ancora qui.»