
Giosuè Annibalini
Nato a Fiesole (FI) nel 1980, Giosuè Annibalini si è laureato nel 2004 in Scienze biologiche, curriculum biomolecolare, presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dove nel 2008 ha conseguito il dottorato di ricerca in Metodologie molecolari e morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico. Dal 2009 al 2020 è stato assegnista di ricerca nello stesso ateneo; successivamente è diventato ricercatore a tempo determinato e, dal 2025, professore associato di Biologia molecolare presso il Dipartimento di Scienze Biomolecolari. Dal 2024 fa parte del Collegio dei docenti del corso di dottorato di ricerca in “Biomolecular and Health Sciences” dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
L’attività di ricerca di Giosuè Annibalini è rivolta principalmente allo studio dei meccanismi molecolari che regolano il processamento, la glicosilazione e il traffico intracellulare delle proteine, con particolare attenzione alle conseguenze di questi processi sulla segnalazione cellulare. I suoi studi si sono inizialmente concentrati sulla biologia del muscolo scheletrico e sul sistema IGF-1/IGF1R, contribuendo a chiarire il ruolo delle diverse forme di IGF-1 e della N-glicosilazione nella maturazione delle proteine, nell’attivazione dei segnali cellulari e nel differenziamento muscolare.
Negli ultimi anni ha esteso questa linea di ricerca alle malattie genetiche rare, in particolare ai disturbi congeniti della glicosilazione (CDG), utilizzando fibroblasti derivati da pazienti e modelli cellulari generati mediante editing genomico. Ha coordinato l’unità di ricerca dell’Università di Urbino Carlo Bo nell’ambito del progetto PRIN 2022 NGLYNEU, dedicato allo studio dei meccanismi molecolari delle malattie del neurosviluppo associate a difetti della N-glicosilazione.
Grazie al sostegno di Fondazione Telethon, con il progetto GlyCoS studierà la sindrome di Cohen, una rara malattia genetica causata da alterazioni del gene VPS13B, per comprendere come la disorganizzazione dell’apparato di Golgi interferisca con il trasporto e la corretta maturazione delle glicoproteine. L’obiettivo è chiarire i meccanismi cellulari alla base della malattia e individuare biomarcatori utili a seguirne l’evoluzione e a porre le basi per future strategie terapeutiche.